Riportiamo il testo con il quale la Rete di Luminosa convoca la celebrazione della Giornata della memoria, il 27 gennaio, ore 18, Portici del Comune di Biella.
Apprezziamo lo sforzo di “ricordare” i tanti genocidi del passato e quelli in corso, che fanno della Shoah non l’unico genocidio della storia.
Apprezziamo che il termine “genocidio” sia usato anche per il popolo palestinese. Ma ci pare insufficiente senza una denuncia esplicita dello Stato di Israele, della sua politica, delle complicità del governo italiano, e dei falsi accordi di pace che strangolano i palestinesi, li escludono dalle decisioni per il loro futuro e aprono nuove strade al colonialismo occidentale.
Così come ci pare insufficiente la riflessione storica: non coglie che la Shoah non è un incidente della storia, ma una tappa della storia dell’affermazione delle civiltà occidentali sul mondo degli altri attraverso i secoli, dalle conquiste delle Americhe in poi.
Se non c’è consapevolezza della tragica storia dell’affermazione dell’Occidente sulle altre civiltà non c’è speranza di comprendere il presente
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IL SENSO DEL GIORNO DELLA MEMORIA
Parlare del Giorno della Memoria dopo i terribili eventi del 7 ottobre 2023 ed il genocidio che il governo israeliano ha compiuto e continua a compiere nei confronti dei palestinesi non è facile. Senza volerlo si rischia di scivolare su fraintendimenti a cui è difficile sfuggire.
Abbiamo cercato di comprendere meglio il significato del Giorno della Memoria Non è un favore che si fa al popolo ebreo.
Non è un gesto di pietismo nei confronti dei milioni di morti nei campi di concentramento.
E’ comprendere che la “Shoah” è avvenuta in Europa, appartiene alla nostra storia e ci riguarda.
Nella storia dell’umanità ci sono stati numerosi genocidi altrettanto terribili, (gli Armeni, Il Ruanda, l’Holomodor, la Cambogia….) e non hanno una ricorrenza per ricordarli.
La peculiarità della Shoah, da prendere nella giusta considerazione, è proprio il luogo dove essa è avvenuta: l’Europa e questo va tenuto nel giusto conto.
Questo è il motivo che da un senso al 27 gennaio Giorno della Memoria.
E’ la data della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte delle truppe russe e fa parte del nostro “ricordo”.
Non dimentichiamo che il termine “ricordo” deriva dal latino “recordari” ed è composto da re (indietro) e cor (cuore), ossia letteralmente “richiamare al cuore”. Per i romani il cuore è la sede della Memoria e il ricordo è un modo per tornare ai sentimenti ed alle esperienze passate.
Perché è importante celebrare il Giorno della Memoria?
Perché ci deve servire come monito affinché non si ripeta più.
Perché ci aiuta a capire che non ci sono luoghi “sbagliati” dove un bimbo può nascere, che non esiste una religione o una etnia sbagliata, ma è l’odio coltivato dall’uomo che li rende tali.
Perché quello che è accaduto solleva nelle nostre menti interrogativi e perplessità che mal si conciliano con chi ha certezze inossidabili.
Perché siamo consapevoli che il Giorno della Memoria, sebbene non impedisca agli uomini di commettere gli stessi errori, ci aiuta a capire che in fondo, preferiamo avere come bussola i nostri dubbi e le nostre fragilità, anziché certezze assolute e monolitiche.
Il 27 gennaio è una data nella quale preferiamo, con gli occhi e la mente ben aperti, allargare i nostri cuori e le nostre braccia alle tante vittime della violenza dell’uomo.
La Memoria
La memoria non è lo sterile ricordo del passato, è un atto di consapevolezza indispensabile per immaginare un futuro.
Fare oggi memoria della “Shoah” vuol dire guardare in faccia l’orrore di cui l’uomo è stato capace nella storia.
Vuol dire ricordare le vittime innocenti.
Vuol dire ricordare le responsabilità di chi ha compiuto l’orrore e di chi ha permesso che l’orrore si compisse, con la propria complicità, con il proprio silenzio.
Vuol dire guardare al presente col desiderio che l’orrore non si manifesti di nuovo.
Vuol dire guardare nell’abisso di Gaza, del fronte russo-ucraino, delle piazze di Teheran, delle strade del Sudan.
Vuol dire guardare negli occhi i potenti che hanno dimenticato che la terra, tutta la terra, e tutti i popoli che la abitano, sono uniti da un unico destino.
Che il mondo o sarà la casa di tutti o sarà la casa di nessuno.
La rete di Luminosa, 27 gennaio 2026
