Antigone. Non possiamo permetterci un altro anno così

L’immagine che ci restituisce l’anno che sta per terminare è quella di un sistema penitenziario ridotto a contenitore di corpi, che tradisce la funzione di reinserimento sociale prevista dalla Costituzione e mette a rischio le persone detenute e chi lavora negli istituti.
Nel nostro monitoraggio abbiamo raccontato un sistema sempre più sovraffollato, fatiscente e disumano.
A fine novembre le persone detenute erano 63.868, a fronte di una capienza effettiva di soli 46.124 posti: il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 138,5%, con decine di istituti oltre il 150% e punte superiori al 200%.Dietro i numeri ci sono condizioni di vita inaccettabili:
– nel 56,3% delle carceri le celle sono senza doccia;
– il 44,4% delle persone detenute assume sedativi o ipnotici;
– solo il 3,7% lavora per datori di lavoro esterni;
– 241 persone sono morte in carcere nel corso dell’anno, di cui 80 per suicidio.
Con questo ultimo post dell’anno vogliamo riepilogare la situazione carceraria e rilanciare la necessità di interventi strutturali nel 2026

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