Stato di polizia in Italia. Un’arma calibro 65 in due tempi

Mentre il Parlamento (ipocrita) si prodiga per solidarizzare con la lotta straordinaria del popolo iraniano, la politica italiana si prepara a impedire qualsiasi iniziativa pubblica di dissenso: paura e sicurezza diventano lo sfondo ideale per un “manuale di autoritarismo”. E’ la realizzazione dello Stato di polizia.
Piantedosi ha un progetto in 65 provvedimenti per aumentare le punizioni ai minori, per il pugno duro con le manifestzione di piazza e un giro di vite su migranti e ong, Al momento il progetto avrà due tempi, una parte per Decreto legge e un
altra con Disegno di legge

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DL 1 – In città zone rosse più facili e rafforzate

I prefetti potranno «individuare delle zone caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, in relazione alle quali è vietata la permanenza ed è disposto l’allontanamento di soggetti già segnalati dall’Autorità giudiziaria per particolari reati». Non serviranno più motivazioni legate a casi eccezionali e urgenti, sarà sufficiente un’analisi delle autorità di polizia che indichi i luoghi interessati e la durata temporale per stabilire le zone rosse. Che potranno durare sempre di più, senza particolari giustificazioni. Il decreto-legge prevede anche più soldi per riempire le città di telecamere e gli stadi di apparati per l’identificazione biometrica delle persone che compiono reati. Aumenta la vigilanza su rete ferroviaria e litorali, dove saranno dispiegati anche nuovi “natanti” di polizia.

DL 2 – Le prime regole sulla detenzione amministrativa

I modi del trattenimento dei migranti “irregolari” saranno disciplinati per la prima volta. Lo farà una norma di rango primario diventata necessaria dopo la recente sentenza della Corte costituzionale che individuava sul tema un vuoto legislativo. Le bozze del Decreto legge non entrano nel merito delle misure allo studio di Palazzo Chigi, ma sarà comunque una novità assoluta per i centri detentivi istituiti per la prima volta nel 1998 dalla Turco-Napolitano. Strutture che hanno cambiato nome più volte, ora sono Cpr, in cui sono rinchiusi cittadini stranieri che non hanno commesso reati ma si trovano solo in una situazione di irregolarità amministrativa. Luoghi finiti spesso al centro di inchieste giornalistiche e giudiziarie per le terribili condizioni di reclusione che l’Italia ha subappaltato alla gestione privata.

Ddl 1 – Pioggia di norme sui reati minorili, sanzioni ai tutor

Verrà ampliato il catalogo dei reati per i quali sarà possibile applicare l’ammonimento del questore per i minori tra i 12 e i 14 anni. Dai 14 anni in su introdotta una sanzione tra 200 e mille a carico del tutore. Una serie di misure saranno dedicate alla stretta sulla vendita e il porto di coltelli: un divieto di porto di strumenti con lama dai 5 centimetri in su, punibile con la reclusione fino a 3 anni, con aggravante di un terzo nel caso di più persone riunite. Anche in questo caso sono previste sanzioni ai tutori nel caso di minori e sarà prevista la possibilità di revocare (o non erogare) patente, passaporto e permesso di soggiorno. Sarà introdotto il divieto di vendita di coltelli ai minori, anche sul web. Per questi nuovi reati sarà disposta la facoltà di arresto in flagranza e l’adozione di misure cautelari anche per i minori.

Ddl 2 – Divieti e multe verso chi vuole protestare

Il pugno di ferro del disegno di legge contro il diritto al dissenso si concentra in nove articoli che hanno l’obiettivo di scoraggiare, impedire e sanzionare le proteste. In occasione dei cortei la polizia potrà mettere in stato di fermo preventivo fino a 12 ore chiunque ritenga pericoloso. Senza ulteriori motivazioni. Non ne serviranno neanche per perquisizioni e controlli durante manifestazioni in luogo pubblico, ovviamente «a tutela della sicurezza pubblica». Basterà una condanna anche non definitiva o persino una denuncia per reati di piazza per trovarsi di fronte a un divieto di «accesso alle infrastrutture pubbliche urbane ed extraurbane». Prima serviva una sentenza inappellabile. Previste una raffica di multe, da 500 a 20mila euro, per manifestazioni non autorizzate, cortei deviati, concentramenti che continuano dopo l’ordine di scioglimento

Ddl 3 – Per gli agenti maggiori tutele e scudo legale

«Per incrementare le tutele per i cittadini e anche per le Forze di polizia, il pubblico ministero non provvede all’iscrizione della persona nel registro delle notizie di reato quando appare che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione». Lo dice il ddl sul tavolo di palazzo Chigi all’articolo 11, che introduce lo scudo legale per gli agenti di polizia necessario a evitare la sospensione dal servizio in caso di indagini. Sarà sufficiente la presenza di una causa di giustificazione come legittima difesa, adempimento di dovere, uso legittimo delle armi o stato di necessità. Una causa stabilita in via presuntiva dal momento che non potrà esserci un precedente accertamento della verità giudiziaria in un processo. Per le forze di polizia restano le garanzie difensive e aumentano le tutele.

Ddl 4 – Blocchi delle navi, rimpatri più facili e monito ai giudici

Si torna ai decreti sicurezza salviniani sui blocchi alle navi ong: non sono menzionate esplicitamente ma è a loro che si riferisce la possibilità, contenuta nel ddl, di interdizione temporanea dell’ingresso nelle acque territoriali. Lo deciderà Chigi su proposta del Viminale in caso di pericoli per la sicurezza nazionale. Tra questi una «pressione migratoria eccezionale», sospetti di infiltrazioni terroristiche, emergenze sanitarie. I migranti che riescono ad arrivare avranno l’obbligo di collaborare alla loro identificazione se rinchiusi nei Cpr (ma non è chiara la sanzione se disobbediranno) e rischiano di vedersi dichiarata inammissibile la domanda d’asilo in base alle norme Ue sui paesi terzi sicuri non ancora in vigore. Tradotto: rimpatri e deportazioni più facili. Monito anche ai giudici: non convalidare i trattenimenti sarà più difficile

(a cura de il manifesto)

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