Cos’è il feticismo del diritto? L’idea che il diritto definisca una società, uno stato della società, quando in realtà è soltanto il risultato di una serie di conflitti sociali.
Il diritto del lavoro, ad esempio, nasce dal conflitto tra le strategie padronali e sindacali, dalle lotte dei lavoratori; non si autoproduce dal puro universo del diritto.
Il diritto può avere una qualche efficacia strategica soltanto se è sostenuto, se si radica, se è attivato da una forza che non appartiene al mondo del diritto, ma a contropoteri sociali e storici. Collettivi di lavoratori nel caso del diritto di sciopero, movimenti anticoloniali e internazionalisti nel caso del diritto internazionale, ecc.
Prima dunque viene la resistenza, poi la sua codificazione in termini giuridici. Quel diritto codificato è operativo se e solo se viene aggiornato da una nuova resistenza. Il muro di protezione ha bisogno di un altro muro di protezione dietro di sé.
Le lamentele sull’inefficacia del diritto internazionale nel fermare personaggi come Donald Trump, Vladimir Putin o Benjamin Netanyahu rivelano una totale incomprensione della natura delle cose, che è parte del nostro problema attuale. In primo luogo, ci sono le idee flaccide sulla democrazia, le istituzioni e il diritto come un universo autoreferenziale e autogenerante. E queste sono lacrime di coccodrillo quando provengono da coloro che si sono dedicati a smantellare il muro di protezione sociale di cui il muro di protezione del diritto ha bisogno per funzionare.
Comune, 8 gennaio 2026
