Le chiedo scusa Direttrice per questa mia intrusione. Lei sta invitando i suoi studenti a partecipare al passaggio della Fiamma Olimpica di Cortina 2026. Beh, fino a qui niente da dire.
Ma poi scrive ai suoi studenti:
“Come rimarcato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia della Fiaccola Olimpica tenutasi a Roma il 5 dicembre scorso, si invita a riflettere sugli alti valori di pace, solidarietà, speranza e unione ”
Ma mi perdoni, ma stiamo parlando dello stesso presidente della Repubblica e cioè colui che:
1. Ha paragonato la Russia al Terzo Reich, posizione, espressa ex cathedra lo scorso febbraio a Marsiglia
2. Che dice che la spesa per il riarmo è necessaria, anche se è impopolare, alla faccia della nostra costituzione
3. E’ lo stesso che non ha mai speso una parola sulla denuncia per genocidio nei confronti di Israele. Anzi più volte ha proprio ammonito: piano con le parole.
4. E’ lo stesso che non ha detto nulla sul Presidente degli Stati Uniti, che vuol deportare milioni di palestinesi, prendersi il Venezuela, prendersi Groenlandia, Panama, Canada? Non è questa una vera logica da Terzo Reich? Oppure sono solo difettucci della democrazia, dovuti ad eccesso di dazi?
Che dire gentilissima Dirigente faccia come crede ma dica le cose come stanno.
Il nostro Presidente, costantemente salutato dai media come “saggio guardiano della Costituzione”, non ha dato il buon esempio di essere uomo di pace. Non ha rispettato la Costituzione, anzi ha autorizzato il governo a lanciarsi in una guerra, se non direttamente certo finanziandola, una guerra che oltre a non essere difensiva, l’unica autorizzata dalla Carta costituzionale, non è imposta da accordi internazionali e, per dirla tutta, non è neppure nei nostri interessi.
Non solo Mattarella ha tradito il dettato costituzionale, ma vi ha aggiunto del suo inviando messaggi ostili alla Russia, dando così la stura a un inverecondo piagnisteo, coltivato dai media, sull’aggressività della Russia verso l’Italia.
Senza toccare il tema Palestina, il nostro Presidente non ha detto una parola al governo che ha permesso a Benjamin Netanyahu in questi giorni di attraversare indisturbato i cieli italiani. Un uomo su cui pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra.
Un uomo che evita accuratamente lo spazio aereo spagnolo, perché lì qualcuno il diritto internazionale lo prende sul serio.
Non lo so forse lei gentilissima Dirigente vive su un altro pianeta. Il nostro Paese se non è direttamente in guerra la guerra la finanzia a scapito della povera gente che non ha soldi per curarsi.
La Pace, gentile Direttrice, è condizione essenziale per fermare una deriva bellicista che aggrava la condizione generale delle persone che si stanno impoverendo. Qui ci sarebbe molto da dire e da fare, sia nelle scelte nette che riguardano le politiche di riarmo, sia lo sviluppo che si vuol dare ai territori e al lavoro.
L’industria bellica è contrapposta allo sviluppo di pace, e da essa non nasce nulla che non sia il preavviso del dilagare della distruzione già in corso e non lontano da noi. La scelta della pace non è una sorta di pia illusione in cui collocare i desideri e le aspettative lontane dalle possibilità politiche e sociali dei territori, è una scelta politica coerente che definisce con chi lottare e privilegia e assiste l’economia e le imprese che non lavorano per la guerra. Accanto a questa scelta di territori liberi dalla politica di riarmo, ci sono le scelte che riguardano la salute, la scuola, il lavoro, la produzione di energia, le città, le scelte urbanistiche, i servizi territoriali e ognuno di questi capitoli contiene politiche che estendono eguaglianza e possibilità a tutti, a partire naturalmente da chi meno ha e che dev’essere più tutelato.
Per questo considero negativamente l’interpretazione che Lei dà alle parole di Mattarella e alla direzione che lo stesso Presidente da a livello nazionale ed europeo.
Parli ai suoi ragazzi con l’autonomia che le è propria ma non usi le parole del Presidente come parole di Pace che non lo sono affatto.
Cordiali saluti
Giorgio Franco
