“Sull’apprendere come dissezionare feti di maiale” …di Renee Nicole Good

Pubblichiamo qui la poesia di Renee Nicole Good, “On Learning to Dissect Fetal Pigs”, lirica vincitrice nel 2020 dell’Academy of American Poets Prize. Renee è la donna 37enne assassinata brutalmente da un agente dell’ICE a Minneapolis il 7 gennaio 2026. Crediamo che sia importante offrire un luogo di riposo e memoria alle parole di chi non ha potuto più continuare ad offrirle al mondo da sé. La traduzione dall’inglese è di Paolo Andrea Pasquetti in collaborazione con Agnese Fiorentini. Grazie a Leonardo Pierro per la segnalazione

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Sull’apprendere come dissezionare feti di maiale

rivoglio indietro le mie sedie a dondolo,

i miei tramonti solipsisti,

E i suoni della giungla costiera che sono terzine di cicale e pentametri di zampette pelose

degli scarafaggi.

ho donato bibbie ai negozi dell’usato

(premute dentro buste in plastica della spazzatura insieme ad una lampada di sale acido dell’Himalaya—
le bibbie post-battesimo, quelle colte agli angoli delle strade dalle mani carnose di

zeloti, quel tipo sciocco, facile da leggere, parassitario):

ricordo di più l’odore della gomma liscia delle immagini luccicanti del libro di biologia; …    hanno

bruciato i peli dentro le mie narici,

e sale e inchiostro che mi si è sfregato via dai palmi.

sotto ritagli di luna alle due e quarantacinque di mattina studio e ripeto,

(sono io ripetere e studiare?)

ribosomi
endoplasmatico—

acido lattico

stame

all’IHOP all’angolo tra powers e stetson hills—

ho ripetuto e scarabocchiato finché non ha preso la sua strada e ristagnato da qualche parte che non

riesco più a trovare, forse il mio intestino—

forse lì tra il mio pancreas e l’intestino crasso scorre il ruscello insignificante della mia anima.

è il metro con il quale adesso riduco tutte le cose; spigoloso e separato dalla conoscenza che

se ne stava lì, un panno per la fronte febbricitante.

posso lasciarli esistere entrambi? questa fede mutevole e questa scienza universitaria che

rumoreggiano dal fondo della classe

ora non posso credere—

che la bibbia e il corano e la bhagavad gita facciano scivolare lunghi capelli dietro il mio

orecchio come faceva mamma esalando dalle loro bocche “fai spazio alla meraviglia”—

tutta la mia comprensione sbava giù dal mento sul petto ed è riassunta così:

la vita è mero

ovulo e sperma

e dove i due si incontrano

e quanto spesso e quanto bene e ciò che muore lì.

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