E’ morto Béla Tarr

Uno dei più grandi registi della storia del cinema. Per lui il cinema è “tempo, spazio, volti, ritmo e qualcos’altro. Questo qualcos’altro è ciò che tu puoi aggiungere in quanto persona.”.
Ha indagato la condizione umana nei suoi conflitti e fratture, reinventando le forme del racconto; un turbamento di fronte all’umanità maltrattata e il bianco nero è la forma che assume questo conflitto.
E’ un mestro del cinema anche se non ha mai voluto esserlo.
Nel 2011 ha chiuso con la regia: “Bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo e poi fermarsi perché non ci sono ragioni per ripetersi, rischiando di annoiare. Ho sempre voluto smuovere, squotere, forse ora non posso più”.
Lo ricorda Cristina Piccino in questo articolo apparso su
il manifesto

Il tempo del cinema, il paesaggio resistente delle immagini

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