“Temo che lo “sviluppo sostenibile” – con le sue varie declinazioni operative: green economy, smart city, clean tecnology … – nasconda un errore di fondo: pensare di poterlo realizzare facendo affidamento ai meccanismi di mercato e alla crescita economica. La falla che affonda tutta l’impalcatura dell’Agenda è nel 17° obiettivo in cui si confida nel «partenariato pubblico privato» per recuperare investimenti «reperibili in qualsiasi modo» per sviluppare «scambi commerciali aperti, incrementando l’esportazione dei paesi meno sviluppati e la realizzazione per questi di un mercato libero da dazi e restrizioni»”
Un necrologio per lo “Sviluppo Sostenibile” …di Paolo Cacciari
