Con tutta la rabbia, con tutto il dolore

A novembre del 2023 una grande piazza reagiva al femminicido di Giulia Cecchetin. Abbiamo detto numerose volte che il fatto che la giovane età di Giulia e del femminicida è un indicatore della gravità e profondità del problema, ma diciamo anche da anni che non vi sono femminicidi e transcidi che hanno peso diverso: vengono dalla stessa cultura patriarcale contro la quale, come femministe e transfemministe, lottiamo da anni.

Oggi, ad aprile 2025, ci troviamo nel giro di pochi giorni, con la notizia di due ragazze che sarebbero state coetanee di Giulia, ammazzate per la stessa mano patriarcale: Sara Campanella e Ilaria Sula. Ilaria è la 23esima donna* uccisa quest’anno.
Non ne vogliamo una ventiquattresima ma sappiamo anche che ogni volta che un’amica non torna, ogni volta che pesiamo le parole per lasciare o rifiutare un ragazzo, ogni volta che mandiamo la posizione a un* amicə quando siamo a un appuntamento, ogni volta che torniamo a casa a passo svelto la notte, ogni volta la paura è che possiamo essere noi o la nostra amica.

La paura è dolore e il dolore è rabbia e sappiamo che solo insieme possiamo stringerci in un abbraccio collettivo, che solo la sorellanza può abbattere questo sistema patriarcale e misogino che non ci risparmia di ricordarci quanto le nostre vite siano ingiustamente precarie.
Se non sarà per amore sarà per rabbia, sicuramente sarà insieme.

Ci stiamo organizzando per stringerci e urlare insieme.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *