Per Nanni Balestrini …di Nanni Balestrini

culture,letture&ascolti&visioni 21 Maggio 2019 | 0 Comments

Qui un’ultima composizione di Nanni Balestrini offerta dalla rivista online alfabeta2 che lui contribuì a far nascere e crescere dopo la straordinaria esperienza di  alfabeta

Le radiazioni del corpo nero

Che cos’è una poesia se non un’operazione nel linguaggio che disattiva le sue funzioni informative per rendere possibile quel particolare e più felice uso della lingua che chiamiamo appunto poesia?
Giorgio Agamben

1
non aspettiamoci altro
tumulto e implosione
avevamo fatto di tutto ma
la moltitudine ci arrese
io contemplo il suo avido
disfacimento le sue imprevedibili
instabili contorsioni
l’ombra del nulla sfarfalla
smascherata su screpolati
orizzonti per inutili imprese
lì dove mancano illimitate
sorgenti sognati sonori
solstizi pulsanti esplorazioni
o sorprendenti illusioni

2
recalcitranti ostaggi
ci immergiamo sapendo tutto
in paesaggi intermittenti
si aggiunge il peso
di atrofizzate rievocazioni
falangi intorpidite
si divincolano mordono senza
afferrare senza causa e senza
colpa abbiamo visto
tutto quello che non c’è
più incapace di ristabilire
un ordine precedente
turbato dissolto
in discontinua cancellazione

3
friabili futuri fremiti
deliranti destinazioni
eccoci ancora tumefatti
nelle parole sbilenche
la filastrocca imperterrita
nel girotondo finale
in riva a un mare asciutto
dove tuffare memorie
sbiadite rapaci vocaboli
per l’ultima volta graffiati
nel cielo vuoto maciullati
slanci per non soccombere in
ciniche cospirazioni o
terrificanti armistizi

4
restano sempre
rapide incursioni
ripide ascensioni
appaiono il mattino
spudorate metafore
presto disegnano vocali
metafisiche figurazioni
vanno e vengono
spezzati arcobaleni
alfabetico stormire
tutt’intorno moltiplicano
laceranti sublimazioni
il lampo che distrugge

5
trionfante esilio
dolcemente sprofondano
crepacci del linguaggio
inabissano germogli
masticati sputati
cerbottane sfiatate
neuroni a specchio riflettono
per ricordarci chi siamo
vocaboli spenti
si sfaldano muti
nell’inchiostro slavato
discontinue masturbazioni
dal finestrino sporgendosi
spenzola la mano morta

6
escrementi verbali
estasi verticale
è stato bello
verifiche incerte
scuotendo invisibili
bellezze iridescenti
a cielo aperto
anticipa bruciando
il futuro passato
furiosi sbrindellati
vocalizzi profetici
programmati da sintomi
voluttuose simmetriche
incostanti evacuazioni

7
fisicamente sconnesso
assorbe tutto senza riflettere
mondi esterni dissolvono
visioni eterne si sfasciano
nuove leggi dilatano
spettri incandescenti
linguaggio rarefatto
ritmiche agitazioni
emette energia onde
particelle quanti
sintagmi flusso
densità frequenza
semantica dissipazione
tendente all’infinito

8
emozione mentale
l’uccello che si posa
osare inventare
uccidere irradiare
frantumate immagini
immaginari divelti
ruotano sfinite
variabili nel tempo
certezze che traballano
parole liquefatte
ceneri sparse
cercando minimi
spiragli nella

9
chiusi dentro
basta schiacciare
dilata si mescola
a piedi nudi
morire in piedi
nuvole spente
mordi le tenebre
spesso si piegano
lunghi occhi raccolgono
ansimante fibrillazione
scintille friabili
rapidi fremiti
macchie di sangue
chimeriche dissipazioni

10
le mani addosso
bruciando vivi
albe galleggiano
voci fumanti
appeso al ramo
basta scappare
sui vetri rotti
arrotolati attimi
labili inghiottono
febbrili sublimazioni
la stella implode
dopo il collasso
poesia pura
ce la faremo

Parigi 17 agosto-Roma 11 novembre 2018

Leave a Reply