12 marzo Biella :: Guerra alla guerra

NoTav Biella

Sabato 12 marzo ai giardini per dire No alla Guerra!

“ Se non ci occupiamo della guerra, sarà la guerra ad occuparsi di noi “

A 25 anni dalla prima guerra del Golfo i tossici venti di guerra continuano a soffiare con sempre maggiore intensità ed estensione lasciando sul terreno sempre più vittime incolpevoli, macerie, sofferenze e profughi. In questa sempre più strutturale “economia della guerra” solo i  mercanti di morte trovano vantaggio, maturano lauti profitti e condizionano le scelte geo-politiche e di bilancio.

I mercanti di morte, ad esempio, hanno ottenuto recentemente una vergognosa deroga ai rigidi vincoli di bilancio dettati dal “fiscal compact”: si potrà dunque sforare i tetti di spesa pubblica per comprare armi ma non per costruire scuole e ospedali.

Questa è la priorità politica: ARMARSI ed  intervenire nei conflitti internazionali in contrasto all’art. 11 della nostra Costituzione

L’Italia, governata dal populista Renzi e un centro-sinistra condizionato dalla destra, è sempre più coinvolta in questo vasto scenario di guerra: recente è la decisione di inviare 450 militari in Iraq (a sostanziale protezione degli interessi privati di una ditta italiana impegnata nella manutenzione straordinaria della diga di Mossul) a cui si sommano i sempre più concreti propositi di intervento in Libia e le vendite di armi al regime fondamentalista dell’Arabia Saudita impegnato a bombardare lo Yemen.

UE e Nato, cosi come “austerità” e “guerra”, sono oramai  la stessa cosa.

Schierarsi contro la “logica della guerra” non può peraltro ridursi ad una mera dichiarazione di principio ma richiede consapevolezza, impegno e lotta anche nella quotidiana “guerra interna”, contro quello sfruttamento economico-sociale necessario a sostenere qualsiasi sforzo o interesse bellico. Ed occorre contrastare qualsiasi nuova avventura bellica che – la storia insegna – incrementa pericolosamente i rischi di un più vasto conflitto mondiale.

Viceversa esprimiamo solidarietà e sostegno a tutti i popoli oppressi in lotta per la propria libertà ed il riconoscimento della propria autonomia nazionale, a partire da quello curdo e palestinese. E non vogliamo che il nostro Paese agisca e sostenga, direttamente o indirettamente, gli Stati che avversano questi diritti.

 CHIEDIAMO

La fine immediata di ogni partecipazione italiana nei conflitti in corso. Lo smantellamento delle basi e delle servitù militari, il rispetto del trattato  di non proliferazione nucleare,la fine del commercio delle armi. L’uscita dell’Italia dalla Nato e da ogni alleanza di guerra

                                                                                                           Coordinamento biellese no tav

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