…una proposta per i “beni comuni”…

beni comuni,territori 13 settembre 2011 | 0 Comments

E’ pensabile metter insieme le esperienze di partecipazione autorganizzata che si sono sviluppate nel biellese in questi mesi ?

E’ pensabile che il Comitato per l’acqua pubblica e il Comitato antinucleare, che hanno vinto i referendum, si possano fondere in un Comitato per i beni comuni ?

E’ pensabile che esperienze come quella delle donne di Se Non Ora Quando e dei lavoratori della scuola, precari e no, del Comitato d’agitazione permanente delle scuole biellesi si possano ritrovare, in qualche modo, insieme ai comitati referendari e ad altre esperienza presenti sul territorio per dar vita ad un Comitato per i beni comuni che persegua obiettivi condivisi?

Un comitato di scopo che si prefigga obiettivi perseguibili concretamente:

  1. costruire una cultura dei beni comuni attraverso un processo di formazione e discussione e mettendo insieme le esperienza già presenti sul territorio;
  2. diffondere la cultura dei beni comuni attraverso informazione, controinformazione e confronti diffusi sul territorio;
  3. elaborare proposte per dar vita ad una nuova legislazione relativa ai beni comuni: esperienza percorribile solo dal basso;
  4. elaborare proposte e soluzioni concrete da sottoporre a partiti e istituzioni per garantire l’accoglimento, il rafforzamento e l’estensione, in sede istituzionale, dei beni comuni.

A me sembra un passaggio obbligato, che non nega l’autonomia alle singole esperienze, al contrario le rafforza, all’interno di un progetto più vasto e più “avanzato”.

Ciascuna esperienza potrebbe in piena autonomia continuare il proprio percorso…

Acqua, aria e energia, territorio e paesaggio, la salute, beni artistici e saperi, sono beni comuni da condividere e salvaguardare.

Le diversità, ideologiche e politiche, possono essere una qualità e una occasione di arricchimento e potranno convivere in un confronto aperto e costante che dovrà trovare, volta per volta, una proposta concreta finalizzata al consolidamento e all’allargamento dei beni comuni come manifestazione dei bisogni della collettività.

Ne vogliamo parlare?

marco sansoè

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